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Mentre Seoul si tinge di viola, il colore dei BTS, la boy band coreana più celebre in assoluto, e milioni di fan aspettano il suo rientro in grande stile di sabato 21 marzo in piazza Gwanghwamun, per un concerto in diretta e in universovisione su Netflix, ho tirato fuori dal mio cassetto digitale una serie radiofonica che avevo scritto qualche tempo fa per Rete 3, il terzo canale della Radio televisione svizzera di lingua italiana proprio sul Kpop, la sua storia e le sue star, o meglio, i suoi idol. L’ho riascoltata oggi, ed è ancora piuttosto attuale. Se il Kpop vi ha colti di sorpresa, ma anche se siete già dei fan, è una piccola guida di viaggio nel mondo del pop made in Korea. Questo è il link a Mrs Yoon’s Kpop Shop, che vi catapulta direttamente sulla pagina delle dieci puntate della serie. Il nono episodio è dedicato ai BTS, ma vi consiglio di ascoltarvele tutte, se vi va. Buon ascolto!Iscriviti oraLascia un commento

SLIMHANNYA, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia CommonsThese weeks the gardens of North Asia and continental Europe are filled with visitors and are looking their best. It is cherry blossom season, much to the delight of people of all ages. To ‘admire the beauty of the flowers’ or ‘hanami’ as it is called in Japanese, millions of people flock to public parks. Picnics with friends and family and drinks under the trees until late in the evening are the favourite pastimes of this season. In Japan, to give everyone the chance to enjoy the most spectacular moments, there are cherry blossom forecasts, similar to weather reports, which track their blooming almost in real time, from the south to the north of the Japanese archipelago. You can view them here.It is not only the Japanese who consider the cherry blossom season a very important time of year. Chinese and Koreans also attach very deep symbolic meanings to these trees and their spring blossoms. However, these meanings are subtly different from one another.The blooming cherry trees that delight entire countries have a cool scientific name -Prunus serrulata; they occur in dozens of varieties and are grown for the beauty of their blossoms. In urban gardens they live for 20–25 years; in the wild they can reach 40 years. They are usually fruitless, although some varieties also produce small edible cherries. They have been selectively cultivated for centuries for their flowers, and to produce the most beautiful blooms in the loveliest colours, ranging from cloud-white to candy-pink to pink-purple.A symbol of Japan and the transience of life because its flowering is magnificent yet very brief, the cherry tree or sakura is considered a good omen for students, as the school year begins precisely in the weeks when it blooms, and may also be a sign of a good rice harvest. It is also linked to a very Japanese aesthetic concept, mono no aware, ‘sensitivity to things’ or ‘ sensitivity to their sweet melancholy’. It describes a kind of gentle emotional response we experience when faced with the fleeting beauty of nature and life, a nostalgia for things that will soon disappear, like the petals of the cherry blossom that fall within the space of a few days. Japan’s oldest literary anthology, the Manyoshu, dating back to the 8th century AD, includes numerous poems dedicated to the cherry blossom, linking them to the timeless topics of love and melancholy, while haiku masters captured their fleeting splendour.The blooming of cherry trees as a metaphor was taken up by the samurai class because it evoked the ideals of Bushidō: a short life and an honourable death. It is the same ideal that would be rediscovered by the kamikaze pilots during the Second World War.<img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!7FRN!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb47ab5d3-3b5b-4ba1-bfa5-b273a77ecaeb_1280x720.jpeg" width="1280" height="720" data-attrs="{"src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b47ab5d3-3b5b-4ba1-bfa5-b273a77ecaeb_1280x720.jpeg","srcNoWatermark":null,"fullscreen":null,"imageSize":null,"height":720,"width":1280,"resizeWidth":null,"bytes":594973,"alt":null,"title":null,"type&quo...

In queste settimane i giardini dell’Asia settentrionale e dell’Europa continentale si vestono di festa e si riempiono di visitatori. È infatti il momento della fioritura dei ciliegi, che riempie i parchi pubblici di persone di tutte le età. Per “ammirare la bellezza dei fiori” o “hanami”, i giapponesi, ma anche i coreani e i cinesi si muovono a milioni. Picnic con amici e parenti ma anche con colleghi e compagni di scuola e belle bevute sotto gli alberi fino a tarda sera sono le attività preferite di questo periodo. In Giappone, per permettere a tutti di godere i momenti più spettacolari ci sono i bollettini dei ciliegi, simili a quelli meteorologici, che seguono quasi in diretta la loro fioritura, da sud a nord dell’arcipelago giapponese. Li potete vedere qui.Ma non sono solo i giapponesi a considerare la fioritura dei ciliegi un momento molto importante dell’anno. Anche i cinesi e i coreani attribuiscono a questi alberi e alla loro fioritura primaverile significati simbolici molto profondi, e sottilmente diversi tra loro.Andiamo con ordine e partiamo con il momento - breve - di botanica. I ciliegi in fiore che affascinano interi continenti sono i Prunus serrulata, si trovano in decine di varietà, e sono ornamentali. Nei giardini urbani vivono 20-25 anni, in natura possono raggiungere i 40 anni. Di solito sono sterili, anche se alcune varietà producono anche piccole ciliegie commestibili. Non sono stati selezionati per secoli per i loro frutti, ma per ottenere i fiori più belli dai colori migliori, dal bianco delle nuvole al rosa confetto, al fucsia.Simbolo del Giappone e dell’impermanenza della vita perché la sua fioritura è magnifica ma molto breve, il ciliegio o sakura è di buon auspicio per gli studenti, visto che l’anno scolastico comincia proprio nelle settimane in cui fiorisce, e può essere il segno di un buon raccolto di riso. È anche legato a un concetto preciso, mono no aware, “la sensibilità per le cose”, o “la loro dolce malinconia”. Indica una sorta di commozione gentile che proviamo davanti alla bellezza transitoria della natura e della vita, una nostalgia per le cose che svaniscono come i petali del fiore di ciliegio che cadono nello spazio di pochi giorni. La più antica antologia letteraria del Giappone, Manyoshu, che risale all’VIII secolo d.C, riporta numerosi poemi dedicati alla fioritura dei ciliegi, e li collega al tema eterno dell’amore e della malinconia, mentre maestri della poesia haiku come Matsuō Bashō ne catturano lo splendore effimero.Tra fiori di pescoche sbocciano ovunqueil primo fior di ciliegioMatsuō Bashō (1644-1694)La fioritura dei ciliegi come metafora viene adottata dalla classe dei samurai perché evoca gli ideali del Bushidō, una vita breve e una morte onorevole. È lo stesso ideale che verrà riscoperto dai piloti kamikaze durante la Seconda guerra mondiale.<img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!6ca3!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F7388754b-ca33-4b6a-b6f4-30fd9860ce5e_4912x3264.jpeg" width="1456" height="968" data-attrs="{"src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7388754b-ca33-4b6a-b6f4-30fd9860ce5e_4912x3264.jpeg","srcNoWatermark":null,"fullscreen":null,"imageSize":null,"height":968,"width":1456,"resizeWidth":null,"bytes":4063232,"...

Foto un-perfekt su PixabayMicro rubrica mensile che racconta i libri che viaggiano tra Oriente e Occidente o che parlano di Asia. La loro scelta è casuale e puramente personale, e non ho legami di nessun genere con gli editori delle opere sugli scaffali della signora Yoon. Lascio le recensioni agli altri. Quindi se vi va, e se avete letto i libri di cui parlo, lasciate un commento qui sotto. In ogni caso buona lettura!Bak SulmiPiccoli inganni crudeliTraduzione di Benedetta MerliniLonganesi, Milano 2025Altre-menti dettoIn un post recente avevo parlato del successo della letteratura Iyashikei e dei libri che rassicurano i lettori come una specie di medicina dell’anima.Piccoli inganni crudeli è esattamente l’opposto. Niente gatti magici in copertina e fra le righe, ma una serie di interrogativi sconcertanti legati a un breve e notturno momento di crudeltà che devasterà due famiglie dello stesso quartiere, in cui niente e nessuno è davvero ciò che sembra.Ricordate i fratelli Kim del capolavoro cinematografico di Bong Joon-ho Parasite, che si infilano nella ricca casa della famiglia Park passando per insegnanti privati? È ciò che fa anche Mira, una dei protagonisti di questo thriller dell’autrice coreana Bak Sulmi. Le sue, inutile dirlo, non sono le intenzioni migliori del mondo. D’altronde, nemmeno quelle del suo allievo e della sua famiglia sembrano essere proprio cristalline.Velocità di letturaAltissima. Meno di duecento pagine di cattiverie quotidiane e indicibili mezze verità.Tasso di sconcertoAnche questo elevato. È un libro per chi non ama particolarmente i gatti. E nemmeno i cani. E gli esseri umani in generale. Sparkle I diari della signora Yoon è una newletter settimanale che parla di Asia e dintorni. Se desideri sostenerla puoi iscriverti qui sotto. È ancora gratis, e scritta da un essere umano. Grazie! Lascia un commento

Immagine di ThankYouFantasyPictures daPixabay Nel 2025 Luminary Books ha pubblicato 9’000 nuovi titoli su temi diversissimi tra loro, dall’economia ai libri di cucina, ai manuali di auto-aiuto.Se credete che questa cifra sia umanamente impossibile avete perfettamente ragione, perché tutti i libri usciti per la casa editrice sudcoreana - fondata un paio di anni fa da un gruppo di ingegneri e specializzata in e-books - sono stati scritti dall’Intelligenza Artificiale generativa, e con altre centinaia di uscite editoriali dello stesso genere hanno letteralmente invaso gli scaffali delle librerie del paese asiatico.L’ondata di libri di cui nessun essere umano ha scritto anche solo una virgola ha destato preoccupazione in una società, quella coreana, di grandi lettori e entusiasti early adopters, o utenti precoci, di tutto ciò che è tecnologico, tanto che l’IA avanzata fa ormai parte della vita quotidiana di milioni di cittadini.È piuttosto facile individuare i libri scritti dall’IA. Copertine e titoli piuttosto strani e molto simili tra loro, incongruenze tra testo, immagini e indici, giri di frase che nessun madrelingua userebbe mai, uno stile preciso ma profondamente impersonale, ripetizioni e errori grammaticali. Gli stessi “sintomi” di artificialità si trovano sempre più spesso anche da queste parti, su Substack.Le ragioni della presenza sempre più massiccia di questo tipo di prodotti editoriali, se possiamo chiamarli così, sono diverse. Le case editrici coreane sono migliaia, e secondo l’Agenzia per la promozione dell’industria editoriale di Corea nel 2023 quelle microscopiche, con un solo dipendente, erano addirittura 6’800. È un’offerta enorme che ha certamente delle ragioni culturali, ma anche puramente finanziarie. Per legge la versione digitale e su carta di ogni libro pubblicato in Corea del Sud deve essere depositata alla Biblioteca Nazionale e alla Biblioteca dell’Assemblea Nazionale, che pagano all’editore l’equivalente del prezzo di una copia dell’opera. Quindi, più copie vengono pubblicate e depositate nelle biblioteche nazionali, maggiori saranno le entrate per le case editrici, indipendentemente dalla qualità del libro. E ovviamente c’è chi sembra approfittare di questo sistema di aiuti all’editoria sudcoreana privilegiando la quantità alla qualità. Se il sussidio statale per una singola copia di un’opera non sembra molto elevato, nel caso dei libri generati super velocemente e a migliaia di esemplari dall’IA vale l’economia di scala, e sommate, le entrate possono essere molto interessanti per un piccolo editore.Le polemiche non sono ovviamente mancate, e davanti all’aumento vertiginoso dei depositi dei libri e dei sussidi che è tenuta a pagare, la Biblioteca Nazionale di Corea è corsa ai ripari, rifiutandone centinaia, tra cui diversi titoli di Luminary Books, “perché troppo brevi, o per il contenuto troppo ripetitivo” o perché si tratta di semplici compendi di opere già pubblicate.Mentre la casa editrice si difende affermando che l’IA è uno strumento utile per migliorare la produttività e la qualità dei prodotti, e che diversi autori umani la utilizzano per scrivere i loro bestseller, a livello internazionale i grandi gruppi editoriali si donano nuove regole di trasparenza per salvaguardare “il fattore umano” dell’industria, sempre più in crisi.Tuttavia, indicare chiaramente che un testo è stato scritto completamente dall’IA o con il suo ausilio, potrebbe anche non essere più sufficiente a mantenere la fiducia dei lettori, visti i risultati non troppo brillanti degli esperimenti con i testi generati artificialmente in diversi ambiti.Nella scuola, per esempio. A marzo 2025 il ministero dell’educazione della Corea del Sud ha introdotto in grande stile i nuovi testi scolastici per materie fondamentali come matematica, inglese, informatica e coreano, generati artificialmente. L’iniziativa chiamata “Il futuro dell’apprendimento” e costata milioni di dollari, è finita quasi immediatamente nel passato, a causa di numerosissimi problemi, che persino i bambini delle elementari hanno potuto osservare. Errori fattuali, spiegazioni sbagliate, contenuti raffazzonati che creano confusione, ma anche problemi tecnici e di protezione dei dati hanno affossato quella che avrebbe dovuto essere la riforma scolastica del secolo. I materiali IA sono diventati opzionali, mentre oltre la metà delle 4’095 scuole che hanno preso parte al proge...

Foto pxhere.comCome giornalista di un paese, la Svizzera, in cui lo sci in tutte le sue declinazioni non è solo sport nazionale, ma religione laica, quando mi sono imbattuta in questa storia non ho potuto fare a meno di raccontarla. Eccola qui. Buona lettura!I Giochi olimpici invernali di Milano Cortina si concluderanno fra qualche giorno, e tra le storie straordinarie legate alle competizioni sulla neve e sul ghiaccio una ci porta dritti dritti in un monastero buddhista, Bongseonsa, a Namyangju, nella provincia di Gyeonggi, in Corea del Sud.Lo snowboard non è esattamente lo sport nazionale coreano, anche se a partire dalle Olimpiadi invernali di PyeongChang del 2018 gli atleti coreani hanno compiuto un notevole salto di qualità, e quest’anno sono saliti sul podio olimpico di varie specialità. La medaglia d’oro nell’Halfpipe Choi Gaon, il secondo classificato nel Gigante parallelo Kim Sang-kyum, la medaglia di bronzo nel Big Air Yu Seungeun e Lee Sang-ho, argento olimpico a PyeongChang e bronzo ai Mondiali del 2025 nel Gigante parallelo, hanno tutti qualcosa, o meglio qualcuno, in comune. È il Venerabile Hosan, abate del Tempio buddhista di Bonseonsa.Il Venerabile Hosan ha una grande passione, lo snowboard, che continua a praticare a 61 anni compiuti, e che lo ha spinto a sostenere i giovani atleti attraverso iniziative come la raccolta fondi e soprattutto l’organizzazione di un campionato, dando una struttura a quello che fino a pochi anni fa era considerato uno sport marginale. Tutte le stelle coreane dello snowboard degli ultimi anni sono “Dalma Kids”, cioè hanno gareggiato nel Dalma Open Championship, il campionato nazionale finanziato dall’Ordine Buddhista Jogye e riconosciuto dalla Federazione internazionale Sci e Snowboard (FIS).L’Ordine Jogye è la principale scuola buddhista della Corea, ed è di fatto zen, o Seon in coreano. Il suo approccio è più olistico rispetto alle correnti zen giapponesi, e si basa sulla meditazione su una parola koan per ottenere l’illuminazione improvvisa, che viene poi seguita da una continua e graduale coltivazione di sé.Il Venerabile Hosan sembra avere avuto il suo momento di illuminazione nel 1995, osservando per la prima volta degli snowboarder e la grande libertà dei loro movimenti sulle tavole da snowboard.“Anche nel Buddhismo cerchiamo la liberazione ultima dal ciclo infinito di nascita e morte” ha affermato in un’intervista con l’agenzia di stampa Yonhap.Quando vola sulla neve con il suo snowboard il Venerabile Hosan cerca di concentrarsi sull’interdipendenza di tutto ciò che ci circonda e su due principi buddhisti - “assenza di leggi fisse” ed “essere maestri ovunque ci si trovi”.“Non esistono leggi immutabili, quindi luoghi e azioni non sono importanti. Su una pista da sci o in una sala da preghiera ciò che è importante è lo stato della nostra mente. Abbiate fiducia in voi stessi e siate liberi ovunque vi troviate” ha spiegato al quotidiano sudcoreano The Chosun Daily.Lo snowboard come meditazione sulla neve ha avuto ottimi risultati pratici ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Anche se giungere primo al traguardo non è lo scopo del Venerabile Hosan.Grazie per avere letto I diari della signora Yoon! Per continuare a farlo e sostenere il mio lavoro potete iscrivervi qui sotto. <p class="button-wrapper" data-attrs="{"url":"https://idiaridellasignorayoon.substack.com/p/lo-zen-e-larte-dello-snowboard?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share","text":"Condividi","action":null,"class":null}" data-com...

Foto Hampyeong County OfficeOggi la nostra storia parte da Hampyeong, sul lato sud occidentale della penisola coreana, a 270 km a sud di Seoul. È una piccola cittadina in una regione rurale, di quelle da cui i giovani di solito fuggono, e che bisogna avere una buona ragione per visitare. Insomma, non è esattamente Parigi, né Roma.Nel 1999, in una caverna della zona, si scoprono alcuni esemplari di Myotis formosus tsuensis, una sottospecie rara di pipistrelli con “baffi” e pelliccia color arancio ramato. In Corea del Sud sono protetti come “monumento naturale numero 452”, e la notizia ha avuto una certa risonanza a livello nazionale. La scoperta ha scatenato la creatività delle autorità locali, alla ricerca di un modo per attirare i turisti nella zona. Cosa c’è di meglio che commissionare a un artista rinomato, Byun Kun-ho, una scultura dei pipistrelli appena scoperti? Magari in oro a 24 carati? Per fondere l’opera d’arte alta 2 metri e 13 centimetri e larga 1 metro e mezzo ci sono voluti 162 kg d’oro e 281 kg d’argento, al costo di oltre 2 milioni di dollari di allora. Dopo tre anni di lavoro, la scultura viene inaugurata nel 2005 - 5 pipistrelli d’oro molto più grandi delle loro dimensioni naturali colti in volo attraverso un enorme cerchio d’argento massiccio, che secondo l’artista simboleggiano “l’armonia e l’immortalità dell’universo.” La scultura viene installata in una caverna artificiale tutta sua che riproduce l’habitat naturale dei chirotteri. Con i resti dell’oro e dell’argento viene creato un uovo grande come un comodino. L’uovo è un’immagine ricorrente nei miti di fondazione dei regni coreani antichi, ed è un simbolo della nascita di re ed eroi, ma queste sono altre storie, che prometto di raccontare in un prossimo post.Come spesso accade, la rutilante iniziativa di Hampyeong ha causato qualche risatina nemmeno troppo sommessa e diversi malumori, soprattuto se consideriamo che sia la cittadina che la contea vivono dei finanziamenti diretti del governo centrale, e secondo i critici dell’operazione “turismo dei pipistrelli” pagare milioni di dollari per una singola scultura è uno spreco enorme di denaro pubblico. Nonostante gli sforzi di marketing i turisti che finora si sono spinti fino alla caverna finta per ammirare i pipistrelli d’oro non sono esattamente le orde che si attendevano. Insomma, è stato uno scintillante fallimento?Non proprio. In questo periodo di instabilità geopolitica il prezzo dell’oro e dell’argento hanno stabilito record assoluti, e al momento di pubblicare questo post, sui mercati globali un’oncia troy d’oro vale tra i 4’950 e i 5’000 dollari e una d’argento vale 75 dollari, oltre il doppio rispetto a un anno fa, e quindi anche il valore della scultura di Hampyeong è aumentato esponenzialmente.Alla faccia dei soliti disfattisti.Grazie per aver letto questo post. I diari della signora Yoon è una newsletter settimanale. Se ti piace ciò che racconto puoi condividerlo qui sotto. Condividi

In occasione della mostra sulla Mongolia e la storia degli imperi nomadi dell’Asia centrale al Museo Rietberg di Zurigo che rimarrà aperta fino al 22 febbraio 2026, ho ripescato dagli archivi una puntata del podcast dei Diari della signora Yoon. La voce narrante è davvero la mia, ho generato un paio di suoni di sottofondo con l’ aiuto dell’AI, e se l’ascoltate in cuffia è più bello. Se per caso avete già ascoltato questa storia potete condividerla con parenti e amici. Ritroverete testo e immagini in questo post. Buon ascolto!Raccontare podcast è un lavoro lungo e faticoso. Se pensate che ne valga la pena vi chiedo di iscrivervi alla mia newsletter. Sparkle I diari della signora Yoon! Grazie! баярлалаа!Condividi

Dalla Cina dei Tang al Tibet. In questa puntata andremo indietro nel tempo e saliremo sul tetto del mondo per raccontare le straordinarie avventure di una ragazza di Chan'an, la vecchia capitale della dinastia Tang, e del suo viaggio nel Paese delle Nevi.

Foto Kim Soo RyenRicordate il trend della cioccolata di Dubai tra la fine del 2024 e il 2025? Scatenata da un paio di influencer con milioni di follower, ha preso d’assalto il pianeta, lanciato migliaia di imitazioni, e causato un attimo di smarrimento persino qui in Svizzera, patria della cioccolata di lusso. I produttori elvetici, visto da che parte tirava il vento, hanno rapidamente proposto la loro versione della tavoletta del desiderio in edizione limitata e a prezzi assurdi, che però è andata a ruba in poche ore.Ma se credete che pagare almeno tre o quattro volte di più per una semplice tavoletta di cioccolata ripiena di crema al pistacchio che per qualsiasi altra cioccolata svizzera di buona qualità non avete ancora visto le file chilometriche di persone che a Seoul aspettano di poter comperare il richiestissimo Dubai Chewy Cookie, creato da una pasticciera locale, Kim Na Ra.È un biscotto morbido con un ripieno croccante di crema di pistacchio e kataifi, una pasta dolce di origine medio orientale sottile e filiforme che si ottiene lavorando acqua e farina - lo stesso ripieno della cioccolata di Dubai - avvolto da uno strato di marshmallow con cacao. È una specie di choco pie molto esotico, piuttosto caro, e ad alto valore aggiunto (e se volete saperne di più sulla versione tradizionale di questa merenda leggete il post Choco Pie e Les misèrables). Ma la nuova versione del dolce è solo l’ultimo pazzesco trend alimentare della Corea del Sud. Dalle patatine al gusto di burro e miele del 2014, ai tanghulu o spiedini di frutta caramellata popolarissimi nel 2023, il paese è regolarmente attraversato da improvvise esplosioni di passione collettiva per un certo cibo, che può essere uno snack oppure un dessert. Questi trend di solito non durano troppo a lungo, e vengono sostituiti velocemente dalla prossima novità da assaggiare assolutamente. Tuttavia, la passione collettiva per i biscotti di Dubai chiamati dujjonku sembra superare di gran lunga tutte quelle precedenti, e ha portato all’aumento esponenziale del costo dei suoi ingredienti, con un incremento del 174.9% del prezzo al chilo dei pistacchi, e addirittura del 289% per i marshmalllow, accompagnato da vari problemi di approvvigionamento. La domanda è talmente elevata che c’è chi ha creato una mappa interattiva dei negozi che vendono i dujjonku per individuarli più facilmente e correre ad accaparrarsene uno, e variazioni fai-da-te a buon mercato per chi non ha voglia di fare la fila per ore per acquistare un dolce.Quella coreana è una società iper competitiva, e “i coreani temono di perdersi delle occasioni” ha spiegato ai colleghi di Korea Times Kwak Geum-hee, professoressa di psicologia alla Seoul National University. Non seguire un trend così virale equivale a essere tagliati fuori dalle conversazioni, a non contare nulla in quell’ambito specifico, a “sentirsi fuori dal giro”, e a essere socialmente “invisibili”. È quella che in inglese viene chiamata FOMO, Fear of Missing Out, che secondo Kwak Geum-hee è legata al senso di appartenenza a un gruppo, aspetto fondamentale in una società collettivista come quella coreana. Un’altro aspetto importante legato alla viralità dei dujjonku è un senso di curiosità per tutto ciò che è nuovo - i coreani sono noti early adopters - adottano velocemente le novità in qualsiasi campo, e un certo desiderio di imitazione degli altri. E in ogni caso mangiare un biscotto che tutti vogliono può far dimenticare questi tempi difficili.Intanto a fare ottimi affari con il dessert del momento sono in molti, a partire dalle grandi catene multinazionali come Starbuck fino alle pasticcerie di quartiere, dai caffè fino ai negozietti all’angolo, compresi quelli che vendono tutt’altro.<div class="image-gallery-embed" data-attrs="{"gallery":{"images":[{"type":"image/jpeg","src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7652e8b4-096d-411b-8b90-2477cb79f190_3713x2702.jpeg"},{"type":"image/jpeg","src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/63ec021c-5092-47f3-907d-5b9508e702a7_4032x3024.jpeg"},{"type":"image/jpeg","src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/bd5e83be-c2a6-471a-a15b-781a7e2654ef_4032x3024.jpeg"},{"type":"image/jpeg","src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b11950e5-7f76-42d6-ada8-b875ec09af50_2890x3720.jpeg"},{"type":"image/jpeg","src":"https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b6f5eb8a-701b-478a-b3ed-bebaa0696e85...